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24 ORE Tre
località, tre rapitori, tre ostaggi….una famiglia e 24
agghiaccianti, forsennate ore prima che tutto precipiti! Alla ricerca
di un thriller che gli offrisse la possibilità di variare la
sua filmografia composta soprattutto da film romantici (“Amarsi”,
“Le parole che non ti ho detto”), il regista messicano,
oramai trapiantato in USA, Luis Mandoki si è imbattuto nel romanzo
“24 Ore” di Greg Iles (autore egli stesso della sceneggiatura
del film) ed ha subito deciso di lavorare su “questa storia appassionante
che mi ha ricordato per la sua intensità e crudezza i miei due
film preferiti : Un tranquillo week-end di paura e Cane di paglia “.
Ecco così nascere l’ennesimo thriller americano patinato
e avvincente su una giovane ed agiata famiglia americana la cui normale
routine quotidiana viene improvvisamente sconvolta da un fatto eccezionale:
il rapimento della figlioletta di sei anni. Il papà Will Jennings
(Stuart Townsend) si trova lontano da casa per un convegno medico mentre
la mamma Karen (Charlize Teron), indaffarata in cucina, non si rende
conto che in un’altra stanza Joe Hickey (Kevin Bacon), insieme
a suo cugino Marvin (Pruitt Taylor Vince), le stanno portando via la
figlia. Un piano ben congegnato… quasi perfetto: tutto ciò
che i Jennings devono fare per riavere la loro bambina è obbedire
ed assecondare le “regole del gioco” dettate dai rapitori
(l’altra complice del gruppo, Cherie /Courtney Love, tiene sotto
torchio il papà in una stanza d’albergo)… e così
nel giro di “sole” 24 ore l’incubo avrà fine.
E noi spettatori , nel giro di 99 minuti, avremo assistito al “classico”
thriller mozzafiato dove una famiglia cerca di reagire ai criminali
che la minacciano applaudendo la professionalità ed il “mestiere”
di tecnici ed attori che di certo non si erano riproposti di rinnovare
il genere ma soltanto di dar vita ad un onesto e puro prodotto di cassetta…piano
perfettamente riuscito! Di Calogero Messina |
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