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8 MILE Se
un personaggio controverso, “unpolitically correct”, diretto
e sprezzante nella sua urgente necessità di comunicare ed esprimersi
come Eminem, artista rap di fama mondiale, decide di interpretare un
film , “8 Mile”, si rimane quantomeno spiazzati se il risultato
si limita ad una classica, buonista e piatta storia di riscatto sociale
che da “Rocky” in avanti ha tracciato un sentiero che ci
saremmo augurati non venisse più percorso. E se proprio era necessario
percorrere questi binari almeno tentare innovative soluzioni che andassero
oltre il tracciato “dolore/sofferenza/caduta/vittoria” dell’eroe
di turno. Ma il regista (sopravvalutato) Curtis hanson (“L.A.
Confidential) ci rifila la solita minestra di tanto cinema “vincente”
americano così offuscando il talento e genio di questo ragazzo
di Detroit che dai quartieri periferici, sordidi e violenti della città
ha saputo trovare il suo riscatto e definitiva rinascita nella musica.
Osservate come il regista Ken Loach nel suo “Sweet sixteen”
(in questi giorni nelle sale) riesce a raccontare con emozione e vibrante
realismo le periferie di Glasgow, i semplici e dolci sogni di un giovane
ragazzo inglese e l’incapacità di una madre disperata ad
amare il proprio figlio per rendersi conto di come le periferie raccontate
da Hanson o come anche il suo ritratto di una madre altrettanto senza
speranza (kim Basinger fa del suo meglio per convincerci!) non hanno
quella forza e verità che avrebbero sicuramente giovato a questa
storia. Che così alla fine si finisce per apprezzare solo per
l’inedito scenario musicale che fa da sfondo alla storia riuscendo
il regista a mostrarci la reale portata emotiva, comunicativa ed artistica
di un genere come il rap. Le sfide a colpi di rime improvvisate ed ingiuriose
nei club hip hop di Detroit diventano così l’unico ricordo
emozionale di un film che (sottolineando comunque la pur lodevole prova
d’attore di Eminem) scivola nel patinato, sbrigativo e superficiale
ritratto di una gioventù bruciata in cerca di “un posto
al sole". Di Calogero Messina |
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