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DILLO
CON PAROLE MIE
Che
gran boccata d’aria fresca per il nostro amato cinema italiano!
Con difficoltà riusciamo a ricordare, in quest’ultimi anni,
una buona stagione della nostra cinematografia che veda allineati un
bel film dietro l’altro come invece sta accadendo in questa in
corso: da "L’imbalsamatore", "Angela", "Il
cuore altrove", "Ricordati di me", "La finestra
di fronte" "Io non ho paura" ad esordi interessanti e
competitivi come "Velocità massima", "Pater Familias",
"Piovono mucche", "Capo Nord" e "Passato prossimo".
Adesso è il turno di Daniele Luchetti che dopo la non propria
felice esperienza veneziana de "I piccoli maestri" (1988)
finalmente ritorna dietro la macchina da presa e con "Dillo con
parole mie" offre il suo importante contributo nel rafforzare e
saldare il rinato rapporto d’amore ed affetto che è ritornato
a scoppiare tra il nostro pubblico ed il cinema italiano. E lo fa con
una commedia leggera, divertente, intelligente e dove per far ridere
di gusto non ha bisogno di nessuna faccia da comico d’accatto
ma esclusivamente di battute ironiche, pungenti e nelle quali è
facile riconoscersi che fanno subito centro! Interamente ambientato
e girato nell’isola di Ios, in Grecia, questa commedia al femminile
racconta la storia di Stefania, da poco separata dal suo compagno Andrea
(troppo diversi!), e della sua nipote quattordicenne Megghy che si ritrovano,
per accidentalità fortuita e forzata del caso, a trascorrere
insieme le vacanze estive sull’isola dell’Amore. Ma Stefania
(una convincente e totalmente immedesimata Stefania Montorsi, qui anche
nel ruolo di soggettista e sceneggiatrice, i cui toni recitativi costanti
e petulanti alla fine infastidiscono piacevolmente!) è una donna
dai giudizi e dalle opinioni infallibili, "morettiana" per
fisime e tic (piega sempre i vestiti prima di fare l’amore) ed
unica per originalità ed estro di vita e sue analisi... mentre
Megghy (l’esordiente Martina Merlino che ci lascia un vuoto incolmabile
subito dopo la parola "Fine" del film!) è aperta e
solare, non giudica nessuno, è pura vitalità lanciata
sul mondo e commovente ed irresistibile nel suoi tentativi maldestri
di perdere a tutti i costi l’ingombrante verginità. Con
due compagne di viaggio così agli antipodi è inevitabile
che le vacanze estive si trasformino in un esilarante e colorato caleidoscopio
di chiacchiere, litigi, consigli d’amore, diete sui generis, turisti
esagitati, vicoli e scalette, criceti in calore e pericolosi e "classici"
equivoci. Come quello che vede Andrea (Giampaolo Morelli che rivela
doti di commediante di razza!), anche lui in vacanza ad Ios, diventare
l’agognato oggetto del desiderio della giovane Megghy, ignara
che sia l’ex compagno della zia Stefania che a sua volta non sa
che quel ragazzo per cui la nipote ha perso la testa ed alla quale offre
i propri "goffi" consigli è proprio il suo mai dimenticato
grande Amore! Perché di una commedia si tratta ed lieto fine
"classico" e liberatorio è dietro l’angolo: risolto
l’intricato equivoco, Stefania ed Andrea in un esaltante numero
da musical (sulle note di "Ta-ra-ta-ra" di Mina) si confessano
il loro amore che proprio perché così diversi ed opposti
è ancor più vivo e forte mentre Megghy, sulla banchina
del porto, è ancora convinta di conquistare il mondo ma più
pronta e libera nel vivere appassionatamente le singole emozioni che
saprà prendere al volo. Su tutte le loro storie lo sguardo leggero
e garbato, i tempi azzeccatissimi delle migliori commedie romantiche,
l’intelligenza ed ironia arguta (mai pedante e noiosa!) di un
regista come Daniele Luchetti che nella scoperta dei toni e colori "lievi"
ha ritrovato il gusto e l’amore sincero per il cinema e quelle
storie "di tutti i giorni" che parlano dritto al cuore. E
se quando si riaccendono le luci in sala improvvisamente ti senti "ubriaco
d’amore" e di vita ma anche spaesato e confuso nel ritrovarti
dentro una realtà che per qualche secondo fai fatica a riconoscere,
allora vuol dire che "Dillo con parole mie" ha compiuto un
meraviglioso miracolo: ci ha fatto sognare!
DANIELE
LUCHETTI: "RITORNO CON PASSIONE AL CINEMA!"
Ci aveva provato (e con ottimi risultati di pubblico e critica) con
la commedia amara "Il Portaborse", poi (sempre con meritati
riconoscimenti) con la commedia a sfondo sociale "La scuola"
ma adesso Daniele Luchetti ha scelto di dirigere una commedia leggera,
garbata, divertente e romantica senza nessuna implicazione ulteriore
o controindicazioni di sorta ed il risultato , "Dillo con parole
mie", conferma il suo estro registico e talento di abile narratore
di storie e sentimenti. Supportato dalla sceneggiatura appassionata
della compagna Stefania Montorsi (collaborazione di Ivan Cotroneo) e
dalla giovane e straordinaria debuttante Martina Merlino, Daniele Luchetti,
dopo cinque anni, ha ripreso gusto a girare film mentre noi spettatori
riscopriamo il benefico piacere ed effetti salutari che hanno sulle
nostri menti e sui nostri cuori un cinema fatto sempre con passione
e sincerità.
Dopo cinque anni di assenza dai nostri schermi, come mai ha deciso di
farvi ritorno con una commedia romantica così leggera e lieve?
DANIELE LUCHETTI Stefania mi ronzava attorno con le pagine del suo soggetto
mentre io ero preso da tutt’altra storia: c’erano dentro
tutti i Grandi Temi, quelli che vanno bene ai festival per capirci,
come la politica o la morte o le grandi disperazioni! Invece nella storia
di Stefania tutte le cose che piacciono a me: leggerezza, understatement,
ironia. Dopo qualche mese di lavoro parallelo io ho cestinato la mia
mentre Stefania aveva già trovato uno sceneggiatore che l’aiutava
a scrivere ed una produzione interessata al progetto... come invidiavo
quella storia lieve di chiacchiere ed amore! Sembrava uno di quei film
che ci piace vedere al cinema di pomeriggio, magari d’inverno,
quando entri in sala con la luce ed esci che s’è fatta
notte! Così in giorno ho preso coraggio, ho cestinato l’ennesimo
copione ed ho deciso di dirigere la divertente storia delle avventure
di Stefania e Megghy.
Quanto di autobiografico della vostra vita di coppia è finito
nel film?
DANIELE LUCHETTI Sinceramente è stato un bel percorso di autoanalisi!
Mentre scrivevamo la sceneggiatura ci domandavamo se quella coppia eravamo
noi e ci rispondevamo di no ma comunque senza che se ne accorgesse ho
inserito comunque nella storia alcune somiglianze con la nostra coppia
e credo che segretamente anche lei abbia fatto lo stesso. Mentre litigavamo
Ivan prendeva appunti, attento a non mettere il dito tra marito e moglie.
Poi ci ripeteva una delle nostre conversazioni e suggeriva di portarla
nel film premettendo sempre con una certa diplomazia che: "...
sebbene Stefania non sia la Stefania del film e Daniele non sia Andrea,
sarei propenso ad integrare nel copione questo vostro disaccordo...."
Come siete riusciti a trovare la straordinaria Megghy/Martina Merlino?
DANIELE LUCHETTI In realtà Megghy esiste nella realtà...
si chiama Margherita e vive al nord ma Megghy è anche Stefania
Montorsi da ragazzina... per cui cercavamo qualcuna che riassumesse
un insieme di caratteristiche precise: una ragazza un po’ strana,
originale, aggraziata, incosciente e credibile nella sua lieve spensieratezza.
Abbiamo fatto migliaia di provini in tutta Italia e nel frattempo la
costumista del film, Maria Rita Barbera, mi parlava di sua nipote dicendomi
che era perfetta per questo ruolo. Così le abbiamo fatto il provino
ed è stato un vero colpo di fulmine!
Ma Martina si è riconosciuta in questo ritratto di ragazza "dagli
ormoni scatenati"?
MARTINA MERLINO Non tutte le ragazze sono come Megghy ma sicuramente
c’è una parte di lei in ciascuno di noi...
DANIELE LUCHETTI Molte volte si tende a generalizzare ma non credo che
i film servano a questo: in questa storia ci sono personaggi che non
rappresentano alcuna generazione perché a stento rappresentano
sé stessi!
Ha fatto uno studio particolare per riuscire a cogliere questa naturalezza
e verità del linguaggio giovanile?
DANIELE LUCHETTI Non è stata fatta nessuna ricerca specifica
anche perché Stefania mi assicurava che a quattordici anni somigliava
molto al personaggio di Megghy per cui quando si trattava di scrivere
le battute della nipote cadeva in specie di trance e parlava come lei!
E poi bisogna riconoscere a Martina il notevole talento di riuscire
a rendere naturali qualsiasi battuta!
Cosa ha scoperto girando una commedia?
DANIELE LUCHETTI La commedia è un atto d’amore tra il regista
ed il pubblico... e naturalmente questa storia d’amore funziona
se la gente si diverte e si immedesima in queste storie. Sinceramente
non faccio fatica a dirigere delle commedie e ne sono sempre venuto
fuori tranquillo, rilassato e con una gran voglia di fare immediatamente
un altro film. E le stesse emozioni si sono ripetute al termine di "Dillo
con parole mie": sono già pronto ed ho la stessa carica
di entusiasmo per un altro progetto che spero di incominciare a girare
il prossimo autunno ... si tratta dell’adattamento cinematografico
del romanzo di Hanif Kureisci "Il dono di Gabriel".
Come nasce l’idea della scena musicale finale?
DANIELE LUCHETTI I personaggi del film alla fine si ritrovano in un
vicolo cieco: hanno scoperto chi sono veramente e sono riusciti ad osservare
dall’esterno le loro vite e la loro relazione... per evitare quindi
le solite frasi del tipo "ti perdono" o "ti amo"
abbiamo pensato a questa idea del "musical" sulle note di
Mina... peraltro nessun significato recondito nella scelta della canzone
ma è il cd che ho trovato casualmente in un lettore! E poi è
un’allegra metafora sull’amore più vero e sincero
quando "parla e canta" con la voce che non è la tua...
spesso le coppie che durano sono infatti proprio quelle che si integrano
nella diversità!
Continuerà la giovane Megghy a fare l’attrice?
MARTINA MERLINO Sinceramente non riesco a pensare al mio futuro: questa
esperienza è stata importante per la mia crescita e mi sono molto
divertita... per cui se dovesse capitare un’altra occasione perché
no?
Calogero
Messina
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