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JOHNNY ENGLISH

I bambini ridono a crepapelle! I ragazzi sghignazzano ed ammirano estasiati (dandosi di gomitate!) la bellezza di Natalie Imbruglia al suo debutto al cinema! I grandi invece sorridono! In poche parole, un "film per tutti" questo "Johnny English" diretto da Peter Sliding Doors Howitt ed interpretato da Rowan Atkinson . Ma questa volta invece di riportare sul grande schermo le avventure dell’imbranato protagonista della celebre serie televisiva di film muti Mr. Bean, Atkinson si ispira ad una pubblicità: tra il 1992 ed il 1997 infatti il popolare attore comico viene scritturato per la reclame di una carta da credito molto diffusa in Inghilterra, la Barclaycard. Il suo personaggio è una specie di agente segreto che rimane vittima di ogni tipo di guai ed è proprio in quel periodo che il comico matura l’idea di fare un film ispirato a questo agente. Ecco così nascere la storia di "Johnny English" dove ritroviamo Atkinson nei panni di un dipendente dei servizi segreti confinato al lavoro di scrivania. Causa un maldestro funerale esplosivo che fa fuori tutti gli agenti segreti del British Secret Service, Johnny English si ritrova in prima linea per difendere il suo Paese e scoprire il responsabile che ha architettato il furto dei gioielli della Regina. Dotato di un auto specialissima, armato con gli ultimi ritrovati della tecnologia bellica ed autorizzato ad accedere a tutti gli archivi segreti, l’inesperto e "combinaguai" (ma entusiasta!) English riuscirà a portar a buon fine il suo compito regalando a noi spettatori una piacevole ora e mezza di sano e mai volgare divertimento ( e di questi tempi non è cosa da poco!). Ma rimane comunque la delusione per un risultato non proprio esilarante ed originale, consolandoci facilmente però con la bella presenza della cantante Natalie Imbruglia nel ruolo dell’Agente Speciale Lorna Campbell , tra le poche donne riuscite ad avvicinarsi al confine di uno dei più grandi tabù e "status quo" di un comico (Non baciare mai!)e che per questo verrà catapultata fuori dall’auto dove stava per accingersi a sfiorare le labbra del trasognante English in una delle scene più divertenti della commedia. E se il film viene presentato in un momento in cui i rapporti tra Francia ed Inghilterra non sono proprio idilliaci, il cattivo magnate d’Oltralpe Pascal Sauvage (un John Malkovich che, sinceramente, fa tristezza vedere "costretto" in questi ruoli macchiettistici!) diventa allora l’estremo simbolo di una curiosa coincidenza "storica" ma anche di un rapporto "conflittuale" atavico che ciclicamente segna il divario culturale tra queste popolazioni e che si speri rimanga tale senza l’aggiunta di ulteriori significati che possono solo nuocere all’aria spensierata, leggera e divertente di questo film per "famiglie".

Di Calogero Messina


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