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PROVA
A PRENDERMI
Dove non hanno osato Hanna & Barbera con Tom e Jerry e dove non
si è azzardato a spingersi Chuck Jones con le avventure dei suoi
Beep Beep e Willy Coyote , Steven Spielberg invece si concede il prezioso
lusso prima di "creare" due indimenticabili e simpatici "preda
e cacciatore", poi di farli inseguire, rincorrere ed inciampare
in una serie di avventure rocambolesche ed infine (colpo di genio!)
di farli incontrare e far nascere tra loro una solidale e duratura amicizia.
E’ ciò che accade in "Prova a Prendermi", storia
(ispirata a fatti e personaggi reali) del giovanissimo Frank Abbagnale
(il topo!), uomo dalle mille identità (prima di compiere 21 anni
è già stato medico, avvocato e pilota di linea) e maestro
nell’arte della truffa, e dell’agente dell’FBI Carl
Hanratty (il gatto!) per il quale catturare Frank e assicurarlo alla
giustizia è diventato un chiodo fisso. E Steven Sp ielberg ,
abile manipolatore ed innovativo interprete dei diversi generi cinematografici,
si diverte ad "inseguire" i suoi due eroi costruendo l’ennesimo
piccolo gioiello di una filmografia in verticale ascesa. Sarà
per merito della bravura degli interpreti (un Tom Hanks/Agente dell’FBI
dalle ritrovate corde ironiche e comiche; un Leonardo Di Caprio/Frank
Abbagnale dal fascino canagliesco e "fregoli" convincente
ed un Christopher Walken /Abbagnale Senior di intensa e "romantica"
spavalderia), o di una sceneggiatura scoppiettante (Jeff Twister Nathanson)
o della fotografia "istrionica" del fedele Janusz Kaminski
o delle musiche di John Williams (indimenticabile ed orecchiabile il
refrain delle scene che vedono protagonista l’agente Hanks) se
"Prova a Prendermi" segna il gradito ritorno al cinema della
commedia "sofisticata" old style! O più probabilmente
è causa della misteriosa e magica alchimia di diversi talenti
che sotto la "bacchetta" di Spielberg si trasformano nella
mai didascalica cinebiografia di un adolescente costretto a diventare
precipitosamente adulto da un mondo che non sa difendere e proteggere
gli affetti familiari. E se 142 minuti di film ( che comunque scorrono
tutti d’un fiato!) possono sembrare eccessivi per una serata cinematografica
allora vi basterà ammirare i titoli di testa del film ( Thierry
Kuntzel) per avere una veloce sintesi della storia e scoprire in anteprima
i toni, il respiro ed il ritmo di questa divertente commedia su truffatori
carismatici, poliziotti imbranati e bisogno assoluto d'amore!
DI CAPRIO/SPIELBERG/HANKS: “PROVATE A PRENDERCI”
Il più rilassato? Leonardo Di Caprio (probabilmente è
vero che la sua permanenza romana di nove mesi per le riprese di “Gangs
of New York” ed i suoi frequenti viaggi nella Capitale per la
promozione dei suoi film lo devono far sentire oramai “di casa”!).
Il più divertente? Steven Spielberg (capace di ironizzare sulle
sue “presunte” difficoltà tecniche alle prese con
una radio cuffia poco funzionale e, più in generale, sul suo
mestiere di regista con la leggerezza ed intelligenza di un uomo che
sa astutamente rispettare e non farsi schiacciare dalle “regole
del gioco”). Il più divo/attore? Tom Hanks (che riporta
in auge, in tutta la sua splendida forma, il savoir-faire e l’aplomb
dei “mitici” attori hollywoodiani!). E l’occasione
di poterli incontrare tutti e tre insieme (regista e protagonisti della
divertente ed agrodolce commedia “Prova a prendermi” ) è
la migliore offerta che ci potesse capitare di confrontarci con il “top”
del cinema americano (oltre i loro nomi, ve ne viene in mente
qualcun’altro?) e così scoprire i misteriosi “ingredienti”
di tre carriere in continua ascesa in una macchina cinematografica come
quella hollywoodiana che tutto macina e ricicla a ritmi vertiginosi!
Come nasce l’idea di raccontare la storia di Frank Abbagnale,
imbroglione affascinante e redento?
STEVEN SPIELBERG: Credo che sia una fantastica e sorprendente storia
da raccontare! Io ne ho raccontate di diverse e quando ho conosciuta
la storia di questo imbroglione ho subito pensato che nessuno ci avrebbe
creduto... invece è tutto assolutamente vero! Dopo un decennio
“dark”, avevo voglia di ritornare a qualcosa di leggero
e più divertente... e la vita di Abbagnale rispondeva benissimo
a questi requisiti!
Vi è mai capitato di dire bugie o di imbrogliare qualcuno?
LEONARDO DI CAPRIO: Mi ricordo che ho dovuto usare tutto il mio ingegno
e fantasia per riuscire ad evitare le interrogazioni di matematica...
STEVEN SPIELBERG: Quand’ero giovane mi è capitato di travestirmi
e di spacciarmi per un funzionario di una casa cinematografica ... ma
non è mi è stato di molto aiuto! E la bugia che invece
dico più spesso è quella di mentire sulla mia reale altezza.
Il tema della paternità è una costante del suo cinema....
STEVEN SPIELBERG: Ho molti figli e quindi posso dire di essere un vero
esperto di paternità! I miei genitori sono ancora vivi e con
loro, soprattutto adesso, ho un rapporto meraviglioso. E’ risaputo
che il mio film E.T sia stato ispirato dalla separazione dei miei genitori:
anch’io, come Frank, sono scappato di casa alla notizia del loro
divorzio. E’ sicuramente un tema a me molto vicino e credo che
ci sia ancora molto da esplorare e scoprire nelle dinamiche padre/figlio.
TOM HANKS: E poi i rapporti padre/figlio rimandano immediatamente ai
legami primordiali della vita umana! Trovo giusto che i film si fermino
a raccontare questi rapporti così affascinanti e carichi di emozioni.
Vi siete ispirati a qualche commedia in particolare nel caratterizzare
i vostri personaggi?
TOM HANKS: Ho molto amato le commedie di Buster Keaton e di Chaplin...
e credo che quando sono ben realizzate le commedie abbiano un carattere
universale indiscutibile!
STEVEN SPIELBERG: Io ho sempre tenuto nel mio cuore i lavori di Wilder,
Lubitsch e Tati... e sono cosciente che è veramente impossibile
raggiungere le loro vette!
LEONARDO DI CAPRIO: Principalmente ho molto attinto dalla vita reale
di Frank Abbagnale: temevo il nostro primo incontro ma da subito ho
percepito il suo fascino che mi ha contagiato e disarmato. Mi
ha raccontato la sua storia e particolari della sua vita che non
aveva scritto nel suo libro... si è creato alla fine un rapporto
personale che mi ha profondamente coinvolto. Sembrava la persona più
innocente di questo mondo e credo che sia stato lui ad essere un vero
e grande attore!
Questo è il suo primo ruolo in una commedia: ce ne saranno delle
altre... come vi è arrivato e che piacere ne ha ricavato?
LEONARDO DI CAPRIO: Non credo che sia esatto definire il film semplicemente
come una commedia... è più giocata su toni e sfumature
“agrodolci”! E poi ogni film arriva quando meno te lo aspetti...
non c’è dietro un percorso cosciente: ciascun lavoro rappresenta
una sfida diversa ed io sono felice di affrontarla!
Ma si sente più “preda o cacciatore” nei confronti
dei personaggi che si trova ad interpretare?
TOM HANKS: A volte accetto un ruolo ed ho l’immediata ed istintiva
comprensione che ci sarà un momento durante le riprese del film
che riuscirò a far mio quel determinato personaggio... altre
ancora appena leggo una sceneggiatura so già immediatamente come
tradurre e farmi interprete delle emozioni del personaggio che devo
interpretare: è questa la magia del nostro lavoro!
Anche lei, come Abbagnale, con il suo lavoro ... con le sue storie....
ci racconta menzogne affascinanti....
STEVEN SPIELBERG: Non credo di essere un imbroglione: racconto la verità
così come la conosco! E quando non conosco bene il tema di cui
mi devo occupare allora mi getto a capofitto in una approfondita ricerca
personale. Non ho alcuna intenzione di imbrogliare il pubblico ... mentre
alcune volte è nel vendere un film che si prende in giro la gente!
Come nasce la scelta di animare i titoli di testa del suo film?
STEVEN SPIELBERG: Bisogna dare credito agli animatori francesi di aver
fatto un bellissimo lavoro: come nei film degli anni ’60-’70
... ricordo West Side Story... i titoli animati mi servivano per dare
subito l’idea dei toni e dell’atmosfera dell’epoca
e così ho voluto che lo spettatore sin dall’inizio
venisse catapultato in quegli anni.
Come definireste il rapporto tra i vostri personaggi? E com’è
andata sul set?
LEONARDO DI CAPRIO: E’ un rapporto di gran solitudine quello che
lega le loro vite...
TOM HANKS: C’è una scena molto bella nel film: la vigilia
di Natale il mio agente dell’FBI si trova a fissare un pezzettino
di carta e la stessa cosa sta facendo Frank... i due hanno molti punti
in comune più di quanti essi stessi potessero pensare!
STEVEN SPIELBERG: Leo e Tom se la sono cavati benissimo: capitava che
mentre Leo girava una scena, Tom si fermasse a guardarlo e poi, senza
che lui se ne accorgesse, si complimentava con me del lavoro del suo
collega.... e viceversa! Sono stato veramente felice ed entusiasta di
questa loro collaborazione.
Il suo film , al di là della cornice allegra e spensierata, nasconde
anche una profonda amarezza...
STEVEN SPIELBERG: Mi piace l’idea che il mio film possa essere
letto in diversi modi e possa suscitare reazioni diverse... e così
c’è chi ha apprezzato e si è lasciato contagiare
dal respiro allegro, comico e spensierato della storia e chi invece
ha colto l’amara disillusione di un epoca oramai al tramonto!
Ma lei cosa ha voluto raccontare con questa storia?
STEVEN SPIELBERG: Io non ho alcun messaggio da dare... è appunto
il pubblico che deve essere lasciato libero a qualsiasi interpretazione...
da parte mia nessun desiderio di addomesticare la loro esperienza e
le loro libere menti.
TOM HANKS: I film che mandano messaggi sono solitamente molto noiosi.
Invece devono provocare forti vibrazioni nel nostro animo e farci
chiedere: “E noi come ci saremmo comportati se ci fossimo
trovati nella stessa situazione in cui si trova il personaggio del film?
A che punto della sua ricca ed in continua ascesa carriera pensa di
trovarsi adesso?
STEVEN SPIELBERG: Io sono ancora alla ricerca di me stesso... e credo
che oggi siano ancora in tanti a farlo! E’ un periodo di
transizione... vado a cercarmi in tutti gli angoli... e questo rende
ogni giorno diverso e più eclettico il mio lavoro.
Ha già visto Pinocchio, il film del suo caro amico Benigni? Che
ne pensa?
STEVEN SPIELBERG: L’ho visto e mi riservo di poterlo vedere in
lingua originale con i sottotitoli! L’ho trovato straordinario...
mi è molto piaciuta la sua immaginazione, la tristezza profonda
e la sua voglia di indagare anche la parte oscura del personaggio.
Di
Calogero Messina |